Start-Up Legal KIT

Consulenza legale per startup

Avviare una startup significa muoversi in fretta. Le scelte dei primi mesi — la struttura societaria, la titolarità della proprietà intellettuale, i contratti con i clienti, la protezione dell’innovazione — hanno effetti che durano per anni. Lo Start-Up Legal KIT raccoglie in un unico percorso di consulenza legale per startup gli ambiti su cui una nuova impresa si trova più spesso a dover intervenire in fase di avvio, con un’impostazione pensata per le esigenze specifiche di chi cresce in fretta.

Cosa comprende il KIT

  • Inquadramento AI Act: classificazione e obblighi per chi sviluppa o integra intelligenza artificiale.
  • Privacy e GDPR: impianto privacy by design dalla prima registrazione utente.
  • Inquadramento NIS2: verifica del perimetro e adempimenti di cybersicurezza.
  • Condizioni generali di vendita: il primo contratto che stipuli con ogni cliente.
  • Accordi di co-sviluppo: definisci chi possiede i risultati creati insieme a partner e clienti.
  • Accordi per il round di finanziamento: fai entrare capitale proteggendo la governance.
  • Tutela della proprietà intellettuale e industriale: marchi, software, know-how.
  • Diritto societario: atto costitutivo, statuto e patti parasociali su misura.

I servizi inclusi

Consulenza AI Act per startup

Se la tua startup sviluppa, integra o anche solo utilizza sistemi di intelligenza artificiale, sapere fin da subito in quale categoria ricade ai sensi del Regolamento UE 2024/1689 evita costose riprogettazioni a prodotto già avviato. L’AI Act è operativo e le prime scadenze sono già in vigore dal 2 febbraio 2025. Offriamo consulenza AI Act per startup per partire con una struttura legale corretta fin dall’MVP:

  • Classificazione del prodotto o servizio IA per livello di rischio (inaccettabile, alto, limitato, minimo) e mappatura degli obblighi correlati.
  • Definizione del ruolo nella filiera dell’IA (provider o deployer) e degli adempimenti documentali da impostare già in fase di MVP.
  • Obblighi di trasparenza verso gli utenti e corretta etichettatura dei contenuti generati o assistiti dall’IA.
  • Coordinamento con il calendario applicativo del Regolamento e con gli obblighi di alfabetizzazione del personale (art. 4).

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GDPR e privacy per startup

Una startup tratta dati personali dalla prima iscrizione di un utente. Impostare correttamente la compliance GDPR fin dall’inizio è molto più economico e protettivo rispetto a doverla correggere dopo un data breach o un controllo del Garante. Affianchiamo la tua impresa nel costruire un impianto privacy ordinato e a prova di crescita:

  • Impianto privacy by design: informative, basi giuridiche, registro dei trattamenti e nomine dei responsabili (art. 28 GDPR).
  • Valutazione d’impatto (DPIA) per i trattamenti ad alto rischio e per i processi che coinvolgono profilazione o decisioni automatizzate.
  • Gestione dei diritti degli interessati e delle richieste di accesso, opposizione e cancellazione.
  • Coordinamento tra GDPR e AI Act quando il prodotto tratta dati personali attraverso modelli di intelligenza artificiale.

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NIS2 per startup: cybersicurezza e obblighi legali

La Direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, ha ampliato il perimetro della cybersicurezza a oltre 20.000 organizzazioni in 18 settori strategici. Una startup nei settori digitali, manifatturieri o della logistica deve capire per tempo se rientra nel perimetro, direttamente o come anello della supply chain di un soggetto essenziale. Il primo passo è fare chiarezza:

  • Self-assessment per verificare se la startup rientra tra i soggetti essenziali, importanti o lungo la supply chain di un soggetto obbligato.
  • Supporto agli adempimenti formali: registrazione al Portale ACN, designazione del punto di contatto e gestione delle finestre annuali di aggiornamento.
  • Impostazione delle misure minime di gestione del rischio e delle procedure di notifica degli incidenti (pre-allarme 24 ore, notifica 72 ore, relazione finale 30 giorni).
  • Mappatura delle responsabilità in capo agli organi di vertice (art. 23) e definizione del percorso formativo del board.

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Condizioni generali di vendita per startup

Le condizioni generali sono il primo contratto che la tua startup firma con ogni cliente. Condizioni ben scritte permettono di chiudere più in fretta, ridurre la vulnerabilità legale e tutelarsi in caso di inadempimento o mancato pagamento: esattamente la velocità e la protezione di cui una startup ha bisogno. Predisponiamo un set contrattuale solido e cucito sul tuo modello di business:

  • Redazione di condizioni generali di vendita o di servizio su misura per modelli B2B, B2C e SaaS.
  • Clausole su prezzi e pagamenti, garanzie, limitazione della responsabilità, recesso, durata e foro competente.
  • Approvazione espressa delle clausole vessatorie (artt. 1341 e 1342 c.c.) e conformità alla normativa consumatori per le vendite e-commerce.
  • Gestione dei profili di proprietà intellettuale, riservatezza e legge applicabile nei rapporti transfrontalieri.

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Accordi di co-sviluppo e contratti di ricerca

Le startup costruiscono spesso il proprio prodotto insieme a un partner tecnologico, a un cliente o a un’altra impresa. Senza un accordo di co-sviluppo, la domanda più importante, ovvero chi possiede i risultati, resta pericolosamente aperta, con il rischio di scoprirlo solo quando il prodotto ha già successo. Mettiamo nero su bianco diritti, ruoli e tutele prima che inizi il lavoro:

  • Definizione della titolarità dei diritti di proprietà industriale e intellettuale sui risultati, distinguendo tra attività commissionate e attività di tipo collaborativo.
  • Disciplina dell’accesso ai risultati, del background IP apportato da ciascuna parte e dei diritti di sfruttamento commerciale.
  • Riservatezza (NDA), divieti di concorrenza, tutela del know-how e clausole di recesso e risoluzione.
  • Strutturazione del rapporto, ove opportuno, in forma di joint venture contrattuale o societaria.

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Consulenza legale per round di finanziamento startup

Raccogliere capitale è una fase delicata: lo strumento sbagliato o una clausola mal negoziata nel term sheet possono costare il controllo della società o diluire pesantemente i founder. Strutturiamo il round per far entrare le risorse necessarie proteggendo allo stesso tempo la governance e gli equilibri tra i soci:

  • Scelta e strutturazione dello strumento più adatto: aumento di capitale (anche scindibile, per raccogliere il round per tranche), SAFE e finanziamenti convertendi, Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP).
  • Negoziazione del term sheet: valuation cap, discount, liquidation preference, clausole anti-diluizione e lock-up.
  • Coordinamento con statuto e patti parasociali per regolare diritti di voto, governance ed exit dei nuovi investitori.
  • Piani di work for equity e di incentivazione per advisor, dipendenti e collaboratori chiave.

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Tutela della proprietà intellettuale per startup

Per la maggior parte delle startup il vero valore sta negli asset immateriali: il marchio, il codice, il know-how. Proteggerli prima del lancio e prima del round è ciò che rende l’impresa difendibile e attraente agli occhi degli investitori. Costruiamo una strategia di tutela della proprietà intellettuale per startup ordinata e a prova di due diligence:

  • Registrazione e protezione di marchi, loghi e segni distintivi; strategia su brevetti e design.
  • Tutela del software, del know-how e dei segreti commerciali, con gestione dei diritti sul codice e sugli sviluppi successivi.
  • Contratti di cessione e di licenza IP, con clausole di sub-licenza, royalty e utilizzo commerciale.
  • Corretta assegnazione alla società dell’IP creata da founder, dipendenti, freelance e fornitori (IP assignment).

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Diritto societario per startup: statuto, patti parasociali e governance

Il modo in cui scrivi i documenti fondativi decide chi governa davvero la società, come vengono ripartiti i guadagni e cosa accade quando un socio vuole uscire. Lo statuto è pubblico e visibile in una visura camerale; i patti parasociali permettono invece di definire gli equilibri con riservatezza e flessibilità. È qui che il diritto societario per startup diventa uno strumento strategico:

  • Redazione di atto costitutivo e statuto calibrati su una società innovativa: categorie di quote, previsione degli SFP e architettura della governance.
  • Patti parasociali per separare, quando serve, partecipazione al capitale e diritti economici: ad esempio un socio titolare del 25% del capitale con una ripartizione degli utili del 50%.
  • Sindacati di voto per coordinare i soci sulle materie chiave, come l’impegno a votare in modo concorde sulle scelte di ricerca e sviluppo, con attribuzione di diritti di veto.
  • Clausole di trasferimento già programmate: opzioni put/call, prelazione, lock-up, tag along e drag along. Ad esempio, un equity partner che entra al 51% può, in caso di rivendita, trascinare con sé gli altri soci alle stesse condizioni.

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