Tributario​

Riforma fiscale 2021: ecco cosa ci aspetta

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AUTORE: Martina Zordan
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La riforma fiscale inizia il suo iter: la bozza del testo della legge delega che delinea il quadro delle novità in arrivo con le relative tempistiche di attuazione è stata approvata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 ottobre 2021.

L’articolo 1 del testo definitivo, formato da 10 articoli, prevede una scadenza di 18 mesi di tempo per l’adozione dei decreti delegati.

In sintesi, i principali aspetti della delega del Parlamento al Governo mirano a:

ridurre il cuneo fiscale;

-semplificare l’IRES;

-abbandonare l’IRAP;

-revisionare le addizionali;

-riorganizzare in 5 anni il catasto. 

Come evidenziato nella relazione illustrativa della legge delega, la riforma rappresenta uno tra gli strumenti individuati all’interno del PNRR per dare una risposta concreta alle debolezze strutturali del Paese e, da tale punto di vista, si inserisce nel percorso di ripresa che si mira ad avviare anche mediante il ricorso alle risorse europee.

In sostanza, gli obiettivi propri della delega al Governo per la revisione del sistema fiscale sono fondamentalmente tre:

  1. la crescita dell’economia, mediante l’incremento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione;
  2. la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, con l’intento di mantenerne il principio di progressività, da realizzare anche mediante la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti e l’abolizione dei “micro-tributi” con gettito trascurabile per l’Erario;
  3. la riduzione dell’evasione fiscale.

In particolare, il Governo è delegato dal Parlamento al fine di introdurre un’apposita normativa finalizzata alla revisione del sistema di imposizione personale sui redditi, secondo un principio di progressiva evoluzione dell’attuale assetto verso un modello di tassazione duale, il quale preveda l’applicazione della medesima aliquota proporzionale di tassazione:

 -sia sui redditi derivanti dall’impiego di capitale (anche nel mercato immobiliare),

 –sia sui redditi direttamente derivanti dall’impiego di capitale nelle attività di impresa e di lavoro autonomo svolte da soggetti diversi da quelli a cui si applica l’imposta sul reddito delle società (IRES).

Nello specifico, per i redditi da capitale è prevista la tassazione proporzionale, tendenzialmente con un’aliquota uguale per tutti i redditi da capitale, ma con gradualità. L’obiettivo è quello di razionalizzare l’attuale sistema e rendere più efficiente il mercato dei capitali.

Per i redditi da lavoro è prevista la riduzione delle aliquote effettive medie e marginali dell’Irpef, con l’obiettivo di incentivare l’offerta di lavoro, in particolare nelle classi di reddito dove si concentrano i giovani e i secondi percettori di reddito.

Revisione dell’IRPEF

Tra le novità si prevede l’abolizione dell’addizionale IRPEF comunale e regionale, che potrebbe essere sostituita da una sovraimposta, modulabile in base a specifici limiti.

Inoltre, secondo quanto previsto dalla bozza della legge delega sulla riforma fiscale, la revisione del sistema dell’imposizione personale sui redditi deve garantire:

-il rispetto del principio di progressività dell’IRPEF, la quale va preservata seguendo le disposizioni della Costituzione che richiamano un principio generale di giustizia e di equità; 

la graduale riduzione delle aliquote medie effettive derivanti dall’applicazione dell’IRPEF, principalmente nell’ottica di incentivare l’offerta di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro da parte dei giovani e dei secondi percettori di reddito,

favorire l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili,

-garantire la graduale riduzione delle variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall’applicazione dell’IRPEF.

A tal proposito, si specifica che per aliquote medie e marginali effettive si intendono quelle derivanti dall’applicazione dell’IRPEF senza tenere conto dei regimi sostitutivi e delle detrazioni diverse da quelle per tipo di reddito.

La delega prevede anche la revisione delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta (vale a dire delle cosiddette spese fiscali), che dovrà tenere conto dell’equità e dell’efficienza dei diversi interventi.

Infine, la delega in materia di IRPEF deve attenersi ad un principio di armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio al fine di limitare il più possibile gli spazi di elusione che si possono venire a creare nel contesto della predetta imposta.

Revisione dell’IRES

Anzitutto, la delega in materia di IRES e di tassazione del reddito di impresa dovrà garantire la complessiva coerenza del sistema di tassazione del reddito d’impresa con il sistema di imposizione personale dei redditi di tipo duale.

Di conseguenza, nel corso dell’attuazione della delega occorrerà modificare la struttura delle imposte (aliquote e basi imponibili) a carico delle imprese in modo da adeguarla a quella tendenzialmente omogena prevista per la tassazione di tutti i redditi da capitale.

Inoltre, la delega mira a perseguire la semplificazione del sistema di tassazione dell’IRES.

Tale obiettivo sarà raggiunto anche mediante la prosecuzione ed il rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, tenuto anche conto della disciplina degli ammortamenti.

In particolare, i decreti delegati opereranno una revisione della disciplina delle variazioni in aumento e in diminuzione apportate all’utile o alla perdita risultante dal conto economico al fine di determinare il reddito imponibile.

Iva e Imposte indirette

Un altro elemento cardine della riforma fiscale è costituito dagli interventi che si intendono introdurre in tema di IVA e altre imposte indirette.

Nello specifico, è stato sancito lo scopo di razionalizzare l’imposta, con riguardo anche ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le aliquote stesse. In particolare, si mira a semplificare la gestione del tributo, nonchè a ridurre i livelli di evasione dell’imposta.

Con riguardo, invece, alla tassazione indiretta sulla produzione e sui consumi dei prodotti energetici e dell’energia elettrica il sistema sarà revisionato, in coerenza con l’European Green Deal, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione progressiva delle emissioni di gas climalteranti e alla promozione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili ed ecocompatibili.

Irap

Per quanto concerne l’IRAP, il Governo evidenzia che la revisione dell’imposizione sui redditi personali e su quelli d’impresa potrà dirsi completa ed efficace solamente procedendo ad un graduale superamento dell’IRAP, assicurando in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario.

Rimodulazione del catasto dei fabbricati

In tema di catasto, è stato precisato che le rendite resteranno invariate e non cambierà l’imposizione fiscale sulle case e sui terreni.

Per quanto riguarda la delega al Governo (che avverrà nel corso di 5 anni) per l’adozione di decreti legislativi finalizzati alla modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e alla revisione del catasto dei fabbricati, ci si muoverà secondo due prospettive:

-da un lato, la modifica della disciplina inerente al sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo strumenti, da porre a disposizione dei Comuni e all’Agenzia delle entrate, al fine di facilitare e accelerare l’individuazione, anche mediante metodologie innovative:

  1. degli immobili non censiti o che non rispettano l’effettiva, reale consistenza o la relativa destinazione d’uso o la categoria catastale attribuita;
  2. dei terreni edificabili accatastati come agricoli;
  3. degli immobili abusivi, prevedendo l’individuazione di specifici incentivi e forme di trasparenza e valorizzazione dell’attività di accertamento svolta dai Comuni in quest’ambito;

-dall’altra, l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati, in tutto il territorio nazionale, da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026. Sono, quindi, espressi i principi e criteri direttivi da seguire nell’esercizio della delega e nello specifico:

  1. l’attribuzione, per ciascuna unità immobiliare, del relativo valore patrimoniale e della rendita sulla base, ove possibile, del normale valore di mercato;
  2. la previsione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori patrimoniali e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in rapporto alle modificazioni delle condizioni di mercato di riferimento e comunque non al di sopra del valore di mercato;
  3. la previsione di adeguate riduzioni del valore patrimoniale medio ordinario per le unità immobiliari riconosciute di particolare interesse storico e artistico, in considerazione più gravosi oneri di manutenzione e conservazione, nonché dei complessi vincoli legislativi alla destinazione, all’utilizzo, alla circolazione giuridica e al restauro;
  4. la previsione che le informazioni rilevate secondo i principi sopra indicati non vengano utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali.

Imposte locali

Il disegno di legge prevede la sostituzione delle addizionali regionali e comunali all’IRPEF con delle rispettive sovraimposte. Il nuovo sistema potrà essere disegnato allo scopo di garantire comunque che, nel loro complesso, Regioni e Comuni abbiano un gettito equivalente. Si prevede la revisione dell’attuale riparto tra Stato e Comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo, al fine, tra l’altro, di rendere l’IMU un’imposta pienamente comunale.

Riscossione

Il testo interviene al fine di riformare il sistema della riscossione superando l’attuale sistema che prevede una separazione tra il titolare della funzione di riscossione (Agenzia delle Entrate) e il soggetto incaricato dello svolgimento dell’attività (Agenzia delle Entrate-Riscossione). Il potenziamento della predetta attività potrà derivare dall’adozione di nuovi modelli organizzativi e forme di integrazione nell’uso delle banche dati che andranno valutati e definiti in sede di decreti delegati.

Codici

Si prevede la codificazione delle norme tributarie al fine di avviare un percorso per giungere a un riordino di tutte le norme all’interno dei vari Codici.

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